Crea sito

Dopo Arecibo, un altro messaggio inviato nello spazio

2 minuto/i di lettura

  Messaggio di Arecibo

Dopo il messaggio di Arecibo, un messaggio radio trasmesso nello spazio dal Radiotelescopio di Arecibo il 16 novembre 1974 verso l’ammasso globulare di Ercole M13, a 25 000 anni luce di distanza, il METI (Messaging ExtraTerrestrial Intelligence), la parte “attiva” del SETI che si occupa di comunicare con forme di intelligenza aliena, ha inviato un nuovo messaggio che si basa su un linguaggio matematico definito universale.

Tale messaggio, ha lo scopo di segnalare la presenza di vita intelligente (ossia noi) alle potenziali forme di vita aliena presenti su un pianeta situato nella zona abitabile della stella GJ 273, conosciuta anche come Stella di Luyten, lontana soli 12,4 anni luce.

La risposta, secondo il presidente del METI Douglas Vakoch, sarebbe a dir poco un risultato quasi improbabile, ma allo stesso tempo gradito poiché, anche se il pianeta dovesse contenere, come il nostro, acqua allo stato liquido, non è detto che la vita sia nata ed evoluta fino alla nascita di organismi intelligenti, muniti di una tecnologia in grado di ricevere il nostro messaggio.

In ogni caso, la risposta, ammesso che ci sarà, non arriverà prima del 2042 in quanto servono ben 12,4 anni per far sì che il segnale arrivi a destinazione e altri 12,4 per ricevere una risposta.  Sempre meno, però, rispetto ai 50.000 anni necessari per avere una risposta al  messaggio di Arecibo, inviato esattamente 43 anni fa.

Il messaggio in oggetto, che è stato inviato per un tempo di 8 ore da un’antenna situata in Norvegia, risulta essere molto più semplice del messaggio di Arecibo e quindi sicuramente più facile da identificare da una razza aliena. Esso, infatti, contiene informazioni trigonometriche sulla stessa onda che lo trasporta e sul calcolo dello scorrere del tempo.

Nonostante tutto, però, quasi la totalità dei ricercatori del SETI insieme a molti altri scienziati (tra cui figura Stephen Hawking) è contrario a questo genere di messaggi in quanto è paragonabile ad un urlo in una foresta senza sapere se ci sono leoni, tigri, orsi o altre bestie pericolose.

A conti fatti, non possiamo far altro che affermare che l’unica cosa da poter fare, è attendere. Solo in questo modo saremo in grado di conoscere che tipo di vita c’è in quell’angolo di “foresta”.

Pin It on Pinterest