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Tute spaziali, la nuova funzione che potrebbe salvare gli astronauti

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Una nuova ricerca condotta dalla Draper, potrebbe aver gettato le basi per la creazione di un sistema di “ritorno alla base” automatico per gli astronauti. Il brevetto depositato, che chiama la suddetta funzione “Take-me-home”, trasformerebbe le tute spaziali in un qualcosa in grado di guidarsi da sole verso un punto di rifugio prestabilito.

Il sistema, che può essere avviato sia dall’astronauta che da un qualsiasi membro dell’equipaggio nello spazio o sulla terra, se qualcosa dovesse andare storto durante una passeggiata nello spazio (comunemente conosciuta come EVA), può sia azionare il jet pack in modo automatico riportando l’astronauta alla base che dare delle indicazioni allo stesso, mediante una combinazione di segnali visivi e uditivi, assunti attraverso display e sensori integrati all’interno del casco.  

Come afferma Kevin Duda, ingegnere dei sistemi spaziali alla Draper:

Senza un sistema a prova di errore per tornare alla navicella spaziale, qualsiasi astronauta è a rischio dello scenario peggiore: perdersi nello spazio. Dare agli astronauti un senso di direzione e orientamento nello spazio è una sfida perché non c’è gravità e non c’è un modo semplice per determinare quale strada intraprendere. La nostra tecnologia, migliora il successo della missione spaziale mantenendo al sicuro l’equipaggio.

Tuttavia, la tecnologia non è adatta solo per lo spazio ma potrebbe anche trovare applicazione in campi come l’emergenza medica e il paracadutismo, oltre che essere utilizzata da sommozzatori e pompieri in pericolo.

Spesso, le tute spaziali attuali, sono degli ostacoli per chi le indossa ma la Draper ed altri, stanno lavorando per renderle dispositivi di potenziamento. Questo sarà di grande aiuto se vogliamo fare un tentativo per colonizzare Marte o solo esplorare, in modo sicuro, lo spazio che ci circonda.

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