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Possibile prevedere un terremoto monitorando onde gravitazionali

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Stando a quanto rilevato da uno studio pubblicato in questi giorni sulla rivista Science, il monitoraggio delle variazioni delle onde gravitazionali, potrebbe portare ad anticipare gli avvisi di terremoti imminenti di qualche minutoI terremoti infatti, generando grandi movimenti di massa, modificano leggermente il campo gravitazionale creando perturbazioni che a differenza delle onde elastiche generate dal terremoto, viaggiano alla velocità della luce. 

Gli autori dello studio, sono arrivati a questa conclusione analizzando i dati del terribile terremoto di Tokohu (magnitudo 9.1), in Giappone, verificatosi nel 2011. Durante il terremoto, si è scoperto che le onde gravitazionali sono state ben osservate, con i sismometri a banda larga, a una distanza di 1.000 e 2.000 chilometri dalla sorgente del terremoto. Con questa distanza e grazie all’alta velocità con cui viaggiano, avrebbero potuto far anticipare di circa tre minuti gli avvisi di allerta.

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Il problema di un anticipo così breve, ma ugualmente molto apprezzato, è che le variazioni gravitazionali, non essendo avvertite dall’uomo, sono molto difficili da rilevare anche da strumenti specializzati nel farlo. Infatti, con gli strumenti di cui siamo muniti oggigiorno, si suppone che il metodo scoperto, potrebbe produrre risultati apprezzabili solo con terremoti aventi magnitudo superiore alla 8,5 (scala Richter).

Dunque, nonostante lo studio sia solo agli inizi, possiamo tranquillamente affermare che si tratta di una scoperta importante che può solo giovare a tutti quei paesi soggetti a frequenti terremoti. Soprattutto, tra l’altro, per l’avvento di questo 2018 che si prospetta, grazie ad uno studio pubblicato dal Time, un “anno nero” dal punto di vista sismico, a causa di un leggero, ma a quanto pare importantissimo, rallentamento della rotazione terrestre.

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