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Il motore a ioni avvicina Marte all’esplorazione umana

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Il motore a ioni X3, progettato dai ricercatori dell’Università del Michigan in collaborazione con la NASA e la US Air Force, ha battuto diversi record. Esso, che verrà utilizzato per le programmate esplorazioni umane su Marte, è a tutti gli effetti un propulsore a effetto Hall ossia, una tecnologia ad altissimo potenziale.

Il capo del progetto, Alec Gallimore, ha spiegato a Space.com che il gruppo di lavoro ha “dimostrato che l’X3 può operare oltre i 100 kW di potenza. Nella dimostrazione infatti, ha funzionato a potenze comprese fra 5 kW a 102 kW, con corrente elettrica fino a 260 Ampère, generando una spinta pari a 5,4 tonnellate. Vale a dire il più alto livello di spinta mai registrato con qualsiasi motore”.

L’interesse dei ricercatori verso questa tecnologia è dovuto al fatto che utilizza 10 volte meno propellente rispetto ai razzi chimici di dimensioni equivalenti, oltre ad essere altamente efficiente per la propulsione spaziale nelle missioni di lunga durata. Si reputa, infatti, che possa spingere le astronavi a una velocità molto più elevata rispetto ai razzi a propulsione chimica: vale a dire fino a 40 chilometri al secondo contro i 5 chilometri al secondo degli attuali motori.

Il lato negativo, è che questi motori necessitano di tempo per arrivare a massimo regime oltre al fatto che non sono abbastanza potenti per portare una navicella fuori dall’atmosfera terrestre. Per far ciò, infatti, servirebbero circa 500.000 watt, o addirittura di un milione di watt che equivalgono a 20, 30 e anche 40 volte la potenza dei sistemi di propulsione elettrica convenzionali.

In base a quanto detto, dunque, il cammino per vederli all’opera risulta essere ancora lungo anche se il prossimo anno, il gruppo di lavoro condurrà un test ancora più ambizioso: dimostrare che l’X3 può operare a pieno regime per 100 ore.

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